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Sezione Lavoro, Ambiente, Storia, Cultura e Turismo

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Le Tradizioni popolari di Norbello

Norbello e Domusnovas Canales condividono gran parte delle tradizioni popolari riscontrabili nel resto dell’Isola. L’anno inizia con i fuochi di Sant’Antonio abate, che qui a Norbello trovano espressione con il rito de Sa Tuva (il tronco di una vecchia quercia, ormai cavo per vetustà), comune in ampia del Guilcier, ma che qui a Norbello riveste un ruolo speciale: è l’occasione rituale perché i giovani in età matura, i nuovi “adulti”, facciano il loro ingresso “ufficiale” nella società dei padri: sa tuva de sa leva noa (la nuova leva).
Il rito – come ben s’intuisce –, ha una particolare attenzione dei genitori ed è oggetto di una corale partecipazione.

Una breve sintesi di quanto accade può essere tratta dal film documentario Da Norghiddo a Norbello, di Ignazio Figus e Giacobbe Manca:

Le Tradizioni popolari di Norbello

– “Sa Tuva” viene eretta nella piazza convenuta e la notte tra il 16 e il 17 gennaio sarà bruciata davanti alla comunità riunita nella prima festa pubblica dell’anno. [...] – Il grande fuoco notturno, le alte fiamme da esso sprigionate sono un auspicio, un esorcismo corale per le lunghe notti invernali – perché la Natura – la Grande Dea Madre Fertile – riconquisti col ritorno del calore solare l’auspicato vigore vegetativo, manifesto nel rigoglio fiorito della primavera. [...] – Il chiaro simbolismo de “sa tuva” – col fusto fallico eretto verso il cielo –, esprime l’antico culto agrario della fertilità e sopravvive come retaggio del rito iniziatico dei ragazzi: – un culto antico quanto la società degli uomini, a scandire il fondamentale succedersi delle generazioni.–

  • Seguiti in paese sono i riti della Candelora (2 febbraio).
  • Il Carnevale, con balli in piazza, maschere, manifestazioni equestri, dolci e pietanze tipiche e peculiari.
  • I riti della Pasqua, con la Via Crucis e la solennità della Domenica delle Palme, con funzioni particolari del paese.
  • I festeggiamenti sincretici di San Giovanni Battista (24 giugno), con le divinazioni tradizionali svolte nell’intimo familiare e con la pompa delle manifestazioni pubbliche, con la processione delle confraternite, accompagnate dai cavalieri.
  • I massai, a trebbiatura conclusa, festeggiano Sant’Isidoro, con un’ampia partecipazione di folla e con l’intervento variopinto dei gioghi, addobbati a festa con serti floreali e prodotti dei campi.
  • Il 15 luglio è la festa grande dei patroni Santa Giulitta e San Quirico, molto sentita dai Norbellesi.
  • Grande partecipazione di folla, specie nella seconda domenica di settembre – giorno conclusivo – richiama la festa campestre di Sant’Ignazio: nel novenario, costituito da numerosi “muristenes”, fra canti, balli e inni religiosi, le famiglie soggiornano per tutto il tempo delle celebrazioni religiose e accolgono, con grande senso di ospitalità, amici e conoscenti.

Testo di Giacobbe Manca


Riferimenti bibliografici
  1. Un ampio racconto della vita di Norbello, dalle origini fino alla socialità dei giorni attuali, è nel volume “Norbello e Domusnovas Canales, appunti di vita comunitaria, di G. Manca, A. Pinna, F. Parascandalo, M. Marras, 2004, edito dal Comune di Norbello.
  2. La storia di Norbello, il paesaggio, i monumenti e vicende sociali, feste e in particolare i riti attorno a Sa Tuva, sono narrati nel film documentario Da Norghiddo a Norbello, per la regia di Ignazio Figus, testi e narrazione di Giacobbe Manca, edito nel 2006 dall’Amministrazione Comunale di Norbello.
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